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Resoconto

Una gita speciale: La visita al “Museo Ferroviario Stazione di Colonna”

Bella è interessante è stata la visita del giorno 24 settembre 2011, condotta assieme al socio Caracciolo, presso il museo ferroviario di Colonna, ossia in quella che fu una stazione della ferrovia Roma-Fiuggi. La ferrovia fu in gran parte soppressa nel lontano 1986.

E’ da tempo che il Clamfer e il GAFA si scambiano inviti alle loro manifestazioni culturali, di cui direttamente o indirettamente le due compagini sono protagoniste e la gita è stata una di queste circostanze per ritrovarsi insieme. Del gruppo del Clamfer ricordo che Giovanni e Sandro sono due autentici veterani ed io ho potuto conoscere gli altri soci, partecipando ad una loro riunione tenutasi nella sede di Torre del Greco, nel marzo scorso.

Purtroppo la partecipazione del GAFA alla gita è stata organizzata all’ultimo momento e non c’è stato il tempo per dare una sufficiente e anticipata pubblicità agli altri soci, affinché anch’essi potessero organizzarsi per la visita. Riproveremo, sicuramente con successo, nella prossima circostanza...

Ritrovandoci di buon mattino in quel luogo, nel quale il tempo sembra essersi fermato, subito ci siamo uniti al nutrito gruppo del Clamfer, appassionati di tramvie e ferrovie, che sanno trasmettere entusiasmo e passione a chiunque, anche se la loro età anagrafica ha abbondantemente superato gli “anta”. Ritrovo persone squisite, cordiali e di una cultura non indifferente: i vari Gamboni, Cozzolino, Fiorentino, Sacconi e tanti altri adepti, che sono autori di saggi tecnici, organizzatori di forum e siti web e sono delle vere miniere di sapere e di conoscenza, da cui c’è molto da imparare...

Il museo è nato per la ferrea volontà di un privato cittadini, di nome Giuseppe Arena, che ha vissuto gran parte della propria vita proprio nella stazione Colonna, tra i treni di questa ferrovia, essendo figlio del capostazione di allora.

Iniziamo a visitare il giardino della residenza della famiglia Arena, nel quale sono state inserite n.2 vetture dei tram romani, un vagone ristorante e un Wagon Lits delle Ferrovie dello Stato, ma trovano posto anche diverse jeep e carri militari americani, nonché dell’altro materiale d’epoca.

Nel museo troviamo diversi convogli merci, di vari modelli sia scoperti che coperti, e diverse elettromotrici e trainate che appartennero a questa gloriosa ferrovia secondaria, per molti aspetti simile alla nostra Ferrovia “Napoli Piedimonte d’Alife”. Molti carri sono stati restaurati, riportandoli al loro antico splendore, altri invece attendono i lavori di recupero, che ricordo si svolgono in totale economia, solo grazie al sacrificio gratuito e all’abnegazione di un pungolo di appassionati, che si sono raccolti in un’associazione e aiutano la famiglia Arena nella loro opera. Il fondatore Giuseppe, purtroppo, si è spento appena tre anni fa, nel 2008; ha lottato fino all’ultimo per salvare ogni piccolo cimelio di questa ferrovia. Continuano la sua fruttuosa e generosa opera di tutela e di conservazione di questo vasto patrimonio culturale, i suoi familiari: la vedova e i suoi figli, che abbiamo conosciuto e sono persone davvero speciali.

La stazione è un autentico contenitore museale, ben tenuta, pieno di cimeli di ogni genere: a partire dai biglietti, dagli arredi del capostazione, dagli attrezzi per cantonieri, dai segnali, fino alle divise, ai cappelli, alle lanterne e tanta altra roba; ogni piccolo particolare è un tassello importantissimo e prezioso che racconta un momento vissuto dal personale della ferrovia.

Anche alcuni carri merci sono stati allestiti come contenitori museali, con targhe di destinazione e attrezzi ferroviari. Nel piazzale ci sono segnali “ad ala”, tralicci e sedili ferroviari, distribuiti qua e là come piccoli monumenti... Addirittura una sirena antiaerea dell’ultima guerra trova psoto accanto ai binari! Troviamo anche alcuni carrelli d’epoca, di miniera e di cantieri, nonché delle jeep americane adattate per l’ispezione della linea ferroviaria (anche sulla tratta bassa dell’Alifana c’era una jeep con ruote ferroviarie, uguale a questa). Il museo conserva anche cimeli e carri ferroviari di altre linee ferrate e di tramvie, tra cui, addirittura, quattro aste di trolley della vecchia linea tramviaria di Napoli…, forse a Napoli non se ne conservano più nemmeno una...! Tre di esse sono state adattate per formare le aste porta bandiere d’ingresso del museo... Fuori all’edificio viaggiatori fanno bella mostra di se le panchine realizzate in stile ferroviario, adattando in maniera curiosa coppie di ruote di treni. Anche l’edificio magazzino è stato restaurato e riportato alle antiche fattezze, dipinto di un bel colore paglierino, è sormontato da una superba capriata in legno, coperta da tegole. Nell’interno è stato realizzato un piccolo auditorium e lungo le pareti sono state sistemate delle belle foto poster della ferrovia.

Proprio in questa sala i convenuti, insieme ai responsabili del museo e alla famiglia Arena si sono scambiati belle parole di convenuto, in particolare il sig. Fiorentino ha pronunciato un accorato e commovente ricordo del fondatore Arena, che conobbe personalmente prima della sua scomparsa. Sono state presentate le pubblicazione che il museo realizza, ricordando la ferrovia Roma Fiuggi e l’opera della famiglia Arena.

Un momento della visita che ci tengo a ricordare è stato quando ho visitato gli interni di un vagone della ferrovia, scoprendo con somma gioia che aveva gli allestimenti molto rassomiglianti alla nostra antica “Piedimonte”: i sedili, le cappelliere, i finestrini, erano proprio gli stessi...! Per un momento mi sono ritrovato in un ambiente molto familiare, ricordando i miei viaggi che facevo da bambino sul trenino…! Non poteva essere altrimenti, visto che le vetture sono state costruite dalla stessa società TIBB ABD…!

Dopo i saluti il nutrito gruppo di appassionati è passato a un altro luogo di piacere, ossia alla “tavola di Lucullo”, facendo tappa a un vicino ristorante, dove si è apprezzata la genuinità della cucina ed il sapore dei prodotti tipici locali. Al termine della gita, prima dei saluti, il gruppetto di appassionati ha eseguito una breve escursione lungo la linea, per scoprire quel che resta di edifici e cimeli della gloriosa ferrovia “Roma-Fiuggi”.

Salvatore Fioretto

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